Le attiviste di DREAM in Tanzania impegnate nel sostegno gli anziani

dream tanzania 2Ad Iringa, dopo la Pasqua vissuta insieme alla Comunità di Sant’Egidio, le attiviste del Programma Dream insieme ad altri pazienti e amici, hanno cominciato ad andare a far visita ad alcune anziane che vivono insieme. E’ una casa voluta da un’organizzazione islamica presente nella città, che accoglie 12 anziane musulmane. Molte di loro erano rimaste sole dopo la morte del marito o di altri parenti e sono state accolte nella casa, gestita da due giovani donne, che vivono insieme a loro.
Le amiche di Dream le vanno a trovare ogni sabato mattina, portano loro delle saponette, succhi di frutta e adesso che sta per cominciare la stagione fredda, stanno preparando delle coperte.dream tanzania 3
Sophia, Mariam, Binti Ramadhan, sono contente quando le vedono, le aspettano nel piccolo cortile della casa e fanno a gara per dare ad ognuna dei buoni consigli, sulla famiglia, sulla casa. Alcune di loro non ricordano bene quanti anni hanno, ma ricostruendo un po’ la storia del Paese, forse qualcuna che si avvicina ai 100.
Anche ad Arusha gli amici di Dream, hanno cominciato a conoscere alcuni anziani che vivono non lontano dal centro di cura. Come ad esempio, Jackline, un’anziana che ha 99 anni e vive con la figlia più piccola di 62 anni. Jackline non ci vede più e fa fatica a camminare, ma quando la si va a trovare non smette più di parlare e di scherzare, le piace ironizzare sul fatto che nel suo villaggio, nessuno credeva potesse vivere tanto a lungo.
Sono testimonianze di amicizia tra giovani e anziani molto importanti in Tanzania, dove spesso gli anziani sono accusati di stregoneria, discriminati e talvolta anche uccisi, come riporta una denuncia della Legal and Human Right, associazione non governativa, presente nel Paese, che calcola in 2.585 anziane uccise per stregoneria tra il 2004 ed il 2009, in otto regioni del Paese. Gli attivisti ed i pazienti del Programma Dream conoscono bene l’importanza di tante nonne e nonni che hanno fatto da genitori a bambini rimasti orfani a causa dell’Aids, dando loro, anche con poveri mezzi, la possibilità di essere curati, di andare a scuola.. di Vivere. Questa amicizia rivela come le tante debolezze e fragilità, nell’incontro e nel sostegno reciproco, possono diventare una forza che aiuta a vivere e che può cambiare la cultura e la mentalità corrente.

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