La Comunità di Sant'Egidio presenta: Viva gli Anziani! Un nome che sintetizza una filosofia di fondo: un'idea positiva della terza età per dire che la vita degli anziani ha un grande valore e che: meno male che gli anziani ci sono !”. Viva gli Anziani! significa: un augurio di lunga vita per tutti. (continua)

Concorso

In occasione della Festa dei Nonni... la Comunità di Sant'Egidio lancia il concorso "Chi trova un nonno trova un tesoro", aperto al contributo di chiunque voglia segnalare la storia di un'anziana o un anziano , diventati “nonni” per  gli altri ...     

mercoledì 23 aprile 2014

La "comune" dei nonni, insieme si combatte l'austerity

In tempi di crisi sono numerosi gli anziani che si domandano come affrontare da soli le difficoltà.  Molti anziani percepiscono infatti pensioni di 500 -600 euro, con le quali è quasi impossibile sostenere tutte le spese per le cure e la propria assistenza. Quando poi si aggiungono le spese per l’affitto la situazione diviene veramente insostenibile. Spesso a questi anziani soli si prospetta unicamente la soluzione dell’istituto.Ma in realtà alcuni anziani cominciano a sperimentare un’altra soluzione: convivere e dividersi le spese, così come da molti anni già fanno gli studenti fuori sede. Mettere in comune la casa e spartire i costi per badante e bollette consente infatti agli anziani di vivere meglio e meno soli. A Roma contando solo le esperienze promosse dalla Comunità  di Sant’ Egidio, sono un centinaio gli anziani che hanno sposato la vita in comune.

lunedì 21 aprile 2014

Con i nonni a scuola ci si diverte !


Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera pervenuta dalle maestre  e dai piccoli alunni della Scuola Elementare "Ruspoli" di Roma: Che esperienza felice e commovente abbiamo vissuto nella nostra classe la IIIB della Scuola elementare Ruspoli! Un gruppo piccolo e vivace di bambini provenienti da diversi paesi del mondo. Abbiamo deciso di invitare a scuola i nostri nonni,un po’ per fare storia e sapere tante cose del passato…..Ma, soprattutto per fare festa con quelle nonne e nonni che tanto ci sanno ascoltare, giocano, cantano,scherzano, ci coccolano e anche un po’ci “viziano,”cosa che non guasta affatto, perché  le mamme i papà sono sempre super impegnati.

martedì 15 aprile 2014

Continuando a parlare di cohousing.... un esempio di eccellenza a Torino

Housing sociale e cohousing: due definizioni e due piste di lavoro che la Compagnia di San Paolo di Torino conosce molto bene, tanto da avervi dedicato un suo programma specifico, appunto il Programma Housing, nato nel novembre 2006, per rispondere con progetti innovativi alla domanda abitativa di chi si trova in una situazione temporanea di vulnerabilità sociale ed economica e contribuire alla definizione di una nuova cultura dell’abitare sociale. Il Programma Housing opera sia sperimentando in modo diretto la realizzazione di nuovi modelli di housing sociale, sia attraverso il sostegno e la promozione di progetti abitativi sviluppati da altri soggetti del territorio. Quindi un tema importante, su cui si gioca il futuro delle nostre città, e insieme una modalità di intervento in linea con direttive europee, che valorizzano le partnerships  "Public/Private", per lo sviluppo di nuove imprenditorialità anche nel campo dell'inclusione sociale. L'esperienza della Compagnia di San Paolo in questo settore rappresenta un'eccellenza sia per la progettualità innovativa che per le realizzazioni, che coniugano all'utilità sociale il gusto per la bellezza dei luoghi, pensati per un'ecologia della città e dei suoi spazi.

mercoledì 9 aprile 2014

La storia di Arthur ovvero la salvezza viene da un portiere....

La storia di Arthur, ultraottantenne di New York, recentemente riportata in un interessante articolo dal “Messaggero” offre uno spunto interessante sul potenziale ruolo che i portieri possono svolgere a protezione degli anziani. E’ stato proprio il portiere infatti a salvare Arthur che, colto da un malore mentre era da solo a casa, non era riuscito a chiedere aiuto. Arthur aveva infatti l’abitudine di scambiare ogni giorno due parole con il portiere Raul. Questi notando che da vari giorni l’anziano amico non usciva di casa si è allarmato. La fortuna ha voluto che Raul avesse seguito i corsi di “riconoscimento di rischio e abusi contro gli anziani”.

mercoledì 2 aprile 2014

"La casa del tempo perduto": messaggi in bottiglia dalla casa di riposo

Una fitta corrispondenza unilaterale fra madre e figlia dalla casa di riposo: questo in sintesi la trama del bel romanzo di Anna Maria Zanchetta "Dalla casa del tempo perduto", edito da Editrice Veneta - Vicenza 2012. L'autrice del volume sembra conoscere molto a fondo le pieghe della vita della casa di riposo e le descrive con il tono graffiante e struggente di una madre, finita lì per decisione della figlia, alla quale dichiara già dalle prime pagine di non aver perdonato questa scelta. Ne mette in luce le contradizioni, le ipocrisie, ma anche i legami forti e inaspettati, che si vengono a creare fra persone sconosciute e indesiderate fino a poco tempo prima. Descrive le storture della burocrazia: i controlli di qualità che non sortiscono altro effetto, che essere a loro volta destabilizzanti per gli ospiti della struttura, le omissioni e tanto altro. Ma quello che colpisce più di tutto è il racconto delle storie degli anziani: descrizioni di un naufragio umano con tanti coprotagonisti, primi fra tutti i figli, che quasi sempre caldeggiano, consigliano o impongono la scelta della casa di riposo, adducendo motivi di opportunità e di organizzazione. Nell'ultima amara lettera che la madre scrive alla figlia, leggiamo tutto il dolore di una generazione, che si sente tradita e che svela il segreto di tanta paura della vecchiaia: "Noi siamo diventati uno specchio, lo specchio delle vostre coscienze. Siamo diventati voi domani. Per questo vi facciamo paura" e richiama le generazioni più giovani alla loro responsabilità.