INVALIDITÀ CIVILE, CHE FARE? Un aiuto dalla guida ” Come rimanere a casa propria da anziani”

 

Molte famiglie italiane hanno a che fare con questo problema: hanno una persona con disabilità in casa, avrebbero bisogno di un aiuto per l’assistenza o di ausili speciali per sopperire alle difficoltà della vita quotidiana,  ma a volte è difficile orientarsi.

Molti non sanno che quello che a loro manca è l’esercizio di un diritto, cioè essere riconosciuti invalidi civili ed accedere per questo ad alcuni benefici economici, fiscali e sanitari.

Per questo riportiamo di seguito quanto ci suggerisce la guida ” Come rimanere a casa propria da anziani” pubblicata online dalla Comunità di Sant’Egidio, per venire incontro a questa necessità di informazione.

 

Cos’è il riconoscimento dell’invalidità civile

La certificazione da parte di una Commissione medica dell’esito invalidante di patologie importanti  di cui è affetta la persona che chiede il riconoscimento  dell’invalidità.

La Commissione, dopo una visita medica e la visione della documentazione sanitaria, redige un verbale su cui indica la percentuale dell’invalidità.

A che cosa serve

  • A richiedere alcuni ausili (vedi ausili pag 137 della guida).
  • Con il 67% ed oltre: a richiedere la tessera Metrebus a costo agevolato, all’esenzione sulle analisi, lastre, ecc.
  • Con il 75% ed oltre: alla riduzione della tassa comunale per la nettezza urbana.
  • Con il 100% dell’invalidità: all’esenzione totale del Ticket, alla riduzione del prezzo dei treni (carta blu), all’esenzione dal bollo automobilistico, all’acquisto di autovettura con IVA agevolata al 4%, al contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, alla tessera Metrebus a costo agevolato e viaggio gratuito per l’accompagnatore, ai buoni taxi.
  • Con il 100% dell’invalidità e l’incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita o a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore (sul verbale è barrato il codice 5 oppure 6 e viene fatto riferimento alla legge 18/80) si ha diritto all’indennità di accompagnamento.

Che cos’è l’indennità di accompagnamento

È un’indennità economica mensile, che viene data all’invalido perché la utilizzi come ritiene più opportuno per la propria assistenza: viene concessa alle persone riconosciute invalide al 100%, non deambulanti autonomamente e/o non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Ogni anno l’importo  dell’indennità è rivalutato, nel 2015 l’indennità di accompagnamento  da erogare ai ciechi  civili assoluti  era di € 880,70 e l’indennità di accompagnamento da erogare agli invalidi civili totali è di € 508,55 mensili. Tale contributo  non è vincolato a limiti di reddito e di età, può percepirlo anche chi è titolare di altre pensioni o rendite. Ulteriore requisito indispensabile è che il richiedente non sia ricoverato in via continuativa presso case di cura con retta a carico di Enti Pubblici.

Come si richiede

A decorrere dall’1/1/2010  le domande per il riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disa- bilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, sono presentate all’INPS esclusivamente per via telematica. Quindi la domanda non si porta più alla ASL né al- l’INPS, ma bisogna inviarla per internet.

Tale innovazione è stata introdotta  per diverse motivazioni:

  1. semplificazione dei passaggi amministrativi e riduzione dei tempi di attesa;
  2. controllo delle certificazioni dei medici di base (ora hanno para- metri molto ben definiti per indicare le patologie invalidanti);
  3. controllo delle commissioni ASL sul riconoscimento ai fini di una riduzione del numero dei falsi invalidi.

In ogni commissione del l’invalidità e per la legge 104 è presente un membro dell’INPS.

Il cittadino che vuole fare la domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile deve recarsi dal proprio medico di famiglia che compila il certificato sul quale deve specificare  se la visita deve essere domiciliare; dopo l’invio telematico del certificato ne consegna al cittadino la stampa firmata, e la ricevuta di trasmissione con il numero di certificato. Oltre ai medici di base possono fare il certificato anche altri medici autorizzati dall’INPS, alcuni presenti nei patronati. L’elenco dei medici certificatori  accreditati, in possesso di PIN è pubblicato sul sito INTERNET.

Il certificato  medico vale 30 giorni ed il prezzo oscilla tra i € 40 e i € 60 per certificato.

L’originale del certificato telematico rilasciato dal medico viene richiesto al momento della visita d’invalidità, ed è necessario conservarlo con cura fino a quel momento.

Una volta in possesso del certificato il cittadino per presentare la domanda può:

  • recarsi presso i Patronati, le Associazioni di categoria o gli altri soggetti abilitati con il certificato, la copia del documento di riconoscimento e la delega nel caso sia un’altra persona a presentare la domanda. La trasmissione della domanda è gratuita.
  • presentarla personalmente tramite internet. Il PIN si chiede in via telematica, o direttamente all’INPS.

L’INPS manda per raccomandata a casa del cittadino, preceduta da una comunicazione breve, per SMS, la data della visita per l’accertamento dell’Invalidità.

Se una persona si ammala e non può recarsi alla visita il medico deve spedire il certificato per internet entro 5 giorni prima della vi- sita, e verrà fissato un nuovo appuntamento.

 

Come richiedere il PIN se si vuole inviare la domanda direttamente

Il cittadino, per presentare la domanda telematicamente, deve essere munito di PIN che potrà essere richiesto:

  • direttamente sul sito dell’Inps, sezione dei Servizi on line (inserendo i dati richiesti saranno visualizzati i primo otto caratteri del PIN; la seconda parte del codice sarà successivamente recapitata per posta ordinaria);
  • in alternativa, al Contact Center INPS (803 164).

I cittadini ai quali non può essere rilasciato il PIN attraverso le modalità sopra descritte perché l’Istituto non dispone dei dati anagrafici, devono richiederlo direttamente presso gli uffici INPS portando con sé un documento d’identità valido e il codice fiscale/tessera sanitaria.

Per i minori non ancora in possesso del documento d’identità è sufficiente esibire il codice fiscale o la tessera sanitaria.

 

La visita

È necessario portare al momento  della visita:

  • cartelle cliniche
  • eventuali accertamenti radiografici
  • eventuali accertamenti specialistici
  • eventuali relazioni o certificazioni redatti da medici specialisti.

La documentazione deve essere rilasciata da medici di struttura pubblica. Durante la visita medica è possibile farsi assistere da un medico di fiducia.

La documentazione sanitaria deve essere presentata in originale, ma una copia di essa verrà trattenuta dalla Commissione, pertanto è opportuno farne precedentemente una fotocopia.

Nel caso in cui la commissione medica riscontri che l’invalidità è suscettibile di modificazioni nel tempo, fissa un termine, alla cui scadenza, la persona sarà riconvocata  a visita  e sottoposta  a nuovi accertamenti.

L’aggravamento

In caso di peggioramento delle condizioni di salute dell’anziano  e dell’invalidità, già riconosciuta, può essere presentata una richiesta di aggravamento sempre per via telematica dal medico di famiglia seguendo la stessa procedura.

Se viene riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento

Se il diritto all’indennità è stato riconosciuto,  dopo il ricevimento del verbale di invalidità della ASL, l’Ufficio  INPS di zona invierà  a casa dell’interessato dei moduli da compilare, in cui devono essere riportati i requisiti  socio  – economici  e la modalità scelta per la  riscossione del contributo.  Vengono corrisposti  tutti gli arretrati  a partire dalla data della visita medica per l’accertamento dell’invalidità.  È importante   indicare  se si intende riscuotere  l’indennità presso un Ufficio postale o attraverso l’accreditamento su un conto corrente bancario o postale. In tutti e due i casi deve essere riportato sul modulo, nella parte specificata, il timbro di accettazione dell’Ufficio postale o della Banca.

 

Il ricorso

Nel caso in cui l’esito del riconoscimento dell’invalidità civile non sia stato soddisfacente, è possibile presentare il ricorso al Tribunale di Roma “Sezione Lavoro e Previdenza”. Il ricorso è di tipo giurisdizionale. Deve essere presentato  a pena di decadenza entro 6 mesi dalla ricezione  del verbale della visita.  È importantissimo quindi con- servare la busta di spedizione del verbale poiché il timbro che vi è apposto fa piena prova della data di decorrenza dei sei mesi. Essendo un atto giudiziario, i tempi d’attesa sono molto lunghi (in media è necessario un anno dal deposito del ricorso in Tribunale per ottenere la sentenza). È comunque consigliabile farsi assistere nella presentazione del ricorso da un legale o da un Patronato (vedi Patronati pag 261 della guida) o da Associazioni di Categoria, per valutare i vari aspetti: per esempio se chi ha proposto il ricorso ha un reddito che supera i € 19.000,00 annui (il reddito  è aumentabile di € 1.000 annui per ogni familiare),  e, nella sentenza, non gli viene riconosciuto il diritto all’assegno di accompagnamento, dovrà in seguito far fronte al pagamento delle spese giudiziarie (le spese processuali si aggirano attorno agli € 800).

Smarrimento del verbale di invalidità

È importante  conservare sempre l’originale  del verbale di invalidità, che serve per ottenere molte prestazioni. In caso di smarrimento,  è necessario:

  • fare denuncia di smarrimento o furto presso la Polizia o i Carabi- nieri;
  • chiedere una copia del verbale direttamente all’INPS allegando la denuncia di smarrimento.

Per informazioni sulle pratiche

I cittadini potranno quindi recarsi presso il patronato  che ha tra- smesso la domanda o consultare la propria posizione sul sito INPS, accedendo all’area riservata tramite il proprio PIN.

È possibile  anche chiamare il call center dell’INPS Tel. 803 164 ore 8.00/20.00  dal lunedì al venerdì e sabato ore 8.00/14.00,  ma sarà necessario fornire il proprio numero di PIN.

 

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