Non è solo una bella esperienza da raccontare.

Il video sul cohousing per anziani della Comunità di Sant’Egidio a Tor Bella Monaca ha raccolto oltre mille commenti, nei quali ritorna spesso una stessa espressione: “ce ne vorrebbero ovunque”.

Accanto all’apprezzamento per un’iniziativa che restituisce dignità e compagnia a chi rischia la solitudine, emerge una consapevolezza più ampia: quella di un bisogno diffuso, legato all’invecchiamento, alla fragilità delle reti familiari e alle difficoltà economiche di molti anziani.

Alcuni commenti richiamano esplicitamente il tema delle pensioni insufficienti e delle case di riposo che non sono una risposta, altri suggeriscono possibili sviluppi, immaginando un’estensione di queste esperienze nei territori.

Nel loro insieme, queste reazioni non esprimono solo consenso, ma indicano una direzione: la possibilità, e insieme l’esigenza, di modelli abitativi e relazionali capaci di contrastare la solitudine e sostenere la vita degli anziani.

È una domanda che interpella tutti.

Tor Bella Monaca, dentro il cohousing per anziani di Sant’Egidio: “Insieme combattiamo la solitudine”

Le residenze si trovano a Largo Ambrogio Brambilla, qui si condivide il divano, la cucina, insieme si guarda la tivù. E se si ha bisogno di un’assistenza si dividono le spese.

Una casa in condivisione per farsi compagnia nella vecchiaia e dividere le spese. Si condivide il divano, la cucina, insieme si guarda la tivù. E se si ha bisogno di un’assistenza si dividono i costi.

Dal 2021 nel quartiere di Tor Bella Monaca, la comunità di Sant’Egidio ha attivato diverse esperienze di convivenza solidale. Luoghi in cui dove ognuno contribuisce alla gestione della casa con le proprie risorse economiche.

“È un modo per aiutarsi a vicenda – spiega Paola Cottatellucci, di Sant’Egidio – Ognuno mette quello che può, chi può mettere di meno mette di meno, chi può mettere di più mette di più, ma tutti ricevono allo stesso modo un’ospitalità, un sostegno, una solidarietà che è per tutta la vita”.

C’è Roberta, 69 anni. Che grazie al cohousing riesce a pagarsi un tetto. Palmira, di 65 anni, dopo 5 anni in una residenza sanitaria assistita è riuscita ad acquistare un po’ più di indipendenza e di autonomia. “Sono 5 mesi che vivo qua – spiega – Faccio l’uncinetto, cucino, faccio tante cose”.

Sant’Egidio ha messo a disposizione la casa, gli ospiti si occupano del resto. “Qui vivono cinque persone che al momento della dimissione dall’ospedale non avevano un luogo in cui andare – spiega Paola -perché o non avevano la casa oppure avevano subito uno sfratto”.

Oggi è la giornata giochi, per l’occasione un gruppo di ragazzi ha organizzato un quiz con domande di cultura generale, risposta multipla. “Il cohousing è una risposta alla solitudine della vecchiaia – conclude – anche se si ha qualche acciacco, qualche problema di autonomia, questa è una casa per sempre. È una casa anche se ti ammali”.

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https://www.romatoday.it/zone/torri/tor-bella-monaca/cohousing–sant-egidio-anziani-video.html