La grande arte di invecchiare” di Anselm Grün, edito da San Paolo, offre una riflessione spirituale sulla vecchiaia. Anselm Grün è un monaco benedettino dell’Abbazia di Münsterschwarzach. Ogni anno più di centomila persone partecipano alle sue conferenze sui temi religiosi e di spiritualità e ha al suo attivo una vastissima produzione editoriale. Anselm Grün rivaluta la vecchiaia come un bene prezioso, utilizzando la saggezza spirituale della Bibbia, di cui il libro è ricco di citazioni. Lo sguardo cristiano ci aiuta infatti a leggere la vecchiaia in modo diverso. L’intento è quello di sviluppare una nuova sensibilità verso il significato della Terza Età che la nostra società spesso descrive invece come un tempo del declino.

Questa percezione della vecchiaia induce molti a rifiutarla. Scrive l’autore “Chi perviene nel tempo della vecchiaia a esprimere con serenità atteggiamenti di ‘accettazione’ e ‘distacco’, è nella condizione di procurare a questa fase della sua vita una rinnovata fecondità”. Purtroppo, invece molti anziani si abbandonano al lamento e alla recriminazione invece di valorizzare gli ultimi anni della propria vita come un bene prezioso. Questo atteggiamento è alimentato anche dalla scarsa considerazione con cui spesso vengono guardati gli anziani, che li spinge al ripiegamento su di sé.  L’autore infatti sottolinea che “Molti anziani si vedono ormai isolati, tagliati fuori dalla società, specialmente se ospiti in qualche struttura di accoglienza. Ma perché la vecchiaia sia vissuta al meglio occorre la presenza della comunità.”  Questo è uno dei punti nodali della riflessione di Anselm Grün. La costruzione di relazioni, che ovviamente è una responsabilità di tutta la società, insieme alla cura della propria interiorità costituiscono fattori importanti dell’arte di invecchiare, che richiede costante esercizio e applicazione.